INTERVISTA ESCLUSIVA AD ANDREA LELLI

Salve Andrea Lelli, alcune curiosità. Intanto questo album cosa rappresenta per te?
E’ il mio secondo album, il primo “targato” SanLucaSound di Manuel Auteri e Renato Droghetti, rispettivamente Produttore e Direttore artistico del disco. Come dice Caparezza “Il secondo album è sempre il più difficile”, retorica o meno per me lo è stato davvero! Non per paura di deludere qualcuno, non sono molti coloro i quali mi seguono come artista, anche se mi rendono molto orgoglioso. Questo lavoro mi ha visto molto più impegnato con gli strumenti, oltre che negli arrangiamenti. Ho registrato chitarre elettriche e acustiche in studio, e ogni traccia partiva da una mia preproduzione @ home completa. quest’ultima veniva poi stravolta in studio da Renato imprescindibile per trovare il sound giusto, ma serviva ad identificare l’idea che avevo in mente. Qualche campione utilizzato a casa l’abbiamo pure tenuto 😉

Cosa intendi per “viaggio pop”? sono brani autobiografici o che parlano di storie realmente accadute?
Entrambe le cose. “Codice bianco” per esempio è un’idea nata in un pronto soccorso mentre attendevo il mio turno per una sciocchezza; fedele al fil rouge dell’Album “IL TEMPO QUI ED ORA”, ho cercato di fare qualcosa di quell’attesa mettendo su carta quello che sentivo in quel momento, così ho scritto la prima stesura del testo dietro il foglio dell’accettazione, identificandolo poi come vera diagnosi su me stesso, meglio di quella del medico hehe. Il singolo “Scale di grigi” è assolutamente autobiografico e mi mette in relazione con la mia infanzia. Il pop è il genere che in modo più immediato mi permette di esprimere e fare arrivare le mie parole frutto del mio vissuto.

Come nasce la collaborazione con Iskra Menarini ?
Ho accennato a “Scale di grigi” prima, singolo dell’album che vede questa straordinaria featuring della quale sono molto orgoglioso. Manuel ha fatto venire in studio Iskra per una serie di situazioni non direttamente collegate al mio lavoro e nel contempo Renato le ha fatto sentire il brano che le è piaciuto subito molto! Quindi ha voluto fare subito una take con l’istintualità che le è propria e che solo lei ha, rendendo il pezzo magico.

Cosa intendi con la frase «Per questo progetto ho sentito il bisogno di sperimentare e lasciarmi andare»?
Proprio quello che ho detto, cioè non ho voluto legarmi a schemi. Nell’ultimo anno ho intrapreso la nuova esperienza d’autore con Diego Calvetti all’accademia di Ghedi, scrivere per altri mi piace moltissimo e allo stesso tempo esige regole molto importanti di cui tener conto. Scrivere per se stessi è diverso, è quasi terapeutico e in un certo qual modo ti lascia più libero, è necessario essere veri, dire la nostra verità crescendo e maturando il personale modo di scrivere. Avevo bisogno di trovare i suoni giusti senza paura nella sperimentazione, il tutto doveva essere a sostegno delle parole, dei testi e di conseguenza di quello che sentivo.

La scelta dei suoni e dell’arrangiamento dipende soltanto da te?
Assolutamente no! Anzi è stato Renato Droghetti a saper tradurre quello che avevo in testa e che esprimevo nei miei provini cucendomi addosso il sound giusto. E’ stato un sarto eccezionale ! Ed il connubio è risultato decisamente vincente!

“Il tempo qui ed ora”, è il brano simbolo del progetto, anche se il singolo è “Scale di grigi”. Quando lo hai scritto?
Penso fosse ancora il 2018, anzi sicuramente, è stato il primo brano dell’album, eccezion fatta per “la vita sai com’è” singolo uscito lo stesso anno a seguito della vittoria della 6a Edizione del Premio Lucio Dalla. Da li partì tutto con la conoscenza di Manuel Auteri a Roma. Sentendo l’esigenza di voler parlare di questa difficoltà che abbiamo di vivere il presente ho scritto questo brano che apriva all’idea del concept dell’intero Album.

Cosa pensi sull’utilizzo dei social e della tecnologia, sia in musica che nella vita in generale.
Ricollegandomi alla risposta precedente dico che l’uso improprio che ne facciamo certo non aiuta a vivere il presente per il quale siamo sempre o un passo avanti o uno indietro. Credo che questo ci faccia perdere delle cose importanti. Ai concerti spesso le persone piuttosto che goderseli pensano a fare i video..Oltre al fatto che si parla sempre meno e le relazioni ne risentono. L’altra faccia della medaglia è che sono strumenti che ti permettono di fare cose una volta impensabili, come per esempio nel mio caso di promuovere la mia musica ed arrivare a molti facendosi conoscere, sono altresì mezzi potentissimi e molto interessanti per svariati aspetti.

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